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Prima che nel corso degli anni Trenta le grandi produzioni cinematografiche si concentrassero nelle nuove strutture volute dal regime di Cinecittà, Milano aveva rappresentato il centro nevralgico delle prime sperimentazioni in Italia, luogo di fiorente innovazione, creatività e capitale della nascente industria filmica. Le prime proiezioni, i primi teatri di posa, i pionieri di ciò che Roma in seguito avrebbe solo saputo espandere, si erano concentrati nel capoluogo lombardo, facendo della città un luogo di magia e fascinazione senza pari. Quando, nel corso degli anni Trenta, si assistette alla costruzione dei teatri di posa capitolini e al conseguente trasferimento nell’Urbe delle attività produttive, Milano si trasformò in modo lento ma sempre più importante in set di innumerevoli pellicole che cercavano di cogliere nei cambiamenti repentini della città l’essenza stessa della modernità. Da Miracolo a Milano a Rocco e i suoi fratelli, da La Notte a Il posto, si contarono a decine le produzioni che immortalarono le atmosfere cittadine e catturarono l’incanto e le contraddizioni di una metropoli che si evolveva a ritmi vertiginosi.

Ma se da un lato la città aveva perso il primato produttivo, dall’altro, fedele alla sua fama di città operosa, a partire dai primi anni ’60 Milano era divenuta il luogo centrale per l’ideazione e la realizzazione di due nuovi filoni cinematografici: quello pubblicitario, che avrà la sua più clamorosa espressione in Carosello e quello industriale, che vedrà protagoniste aziende del calibro di Pirelli, Breda, Falck, Edison tra le altre, teso a valorizzare le realtà imprenditoriali attraverso lo sfruttamento del linguaggio filmico. E forse, più ancora che nella cinematografia tradizionale, proprio in queste due forme sarà possibile rinvenire la specificità del rapporto tra Milano e la settima arte.

Dopo la stagione dei poliziotteschi che proprio nel capoluogo lombardo troveranno il set perfetto, gli ultimi decenni vedranno proliferare la commedia in salsa meneghina con protagoniste figure entrate di diritto nell’immaginario i tutti: da Renato Pozzetto ad Adriano Celentano, da Diego Abatantuono ad Aldo Giovanni e Giacomo.

Per raccontare questa epopea lunga un secolo si farà ampio uso di fotografie di scena, manifesti, locandine, a molti contributi video e a molti cimeli che aiuteranno il visitatore a ricostruire la magia di un’avventura irripetibile.

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